#9 Quei bravi babaciu – Graziella Menardo

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”
Cesare Pavese, La luna e i falò

Nel corso delle nostre scorribande montane in valle Grana, ci siamo imbattuti in strani pupazzi di paglia che ci osservavano lungo le stradine della piccola frazione di San Pietro, a Monterosso Grana. Abbiamo dunque indagato per scoprire la storia di questi fantocci denominati babaciu.

La valle Grana, come la maggior parte delle valli alpine, ha subito nel corso del secolo scorso un progressivo spopolamento dovuto inizialmente alla ricerca di lavori stagionali e poi all’industrializzazione delle città, all’isolamento stesso delle località montane e alla mancanza di comodità e tecnologie già presenti invece nel fondo valle.
Gli abitanti rimasti, ormai un esiguo numero, hanno dunque sentito l’esigenza di mantenere viva la memoria delle persone care che avevano fatto la storia del paese, immortalandole nel loro contesto di vita e di lavoro quotidiani.

Nel 2003 Graziella Menardo, porta-lettere in pensione, iniziò a creare e a prendersi cura dei babaciu: ognuno di loro ha un nome, una storia e un mestiere che lo contraddistingue. Ad oggi è stato allestito un sito museale ad hoc chiamato Ecomuseo dei Babaciu.


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